Zombie – Un protagonista che ci somiglia sempre di più?

Zombie

Piovono zombie

Avrete sicuramente notato che fra i protagonisti preferiti dagli autori contemporanei troviamo sempre più spesso gli… zombie!
I film su di loro proliferano: dalla notte dei morti viventi del ’68, capostipite del genere, infatti, negli ultimi anni, eserciti di zombie hanno invaso cinema e tv: da Resident Evil (ben 8 puntate!), a REC (3 episodi) e World War Z (per ora solo 2); da Warm bodies, in cui un giovane zombie si fidanza con una ragazza umana(!), a PPZ – Pride + Prejudice + Zombies, un mix tra Orgoglio e pregiudizio e The horde (per un elenco esaustivo dei film a tema, ti rimandiamo a questa pagina).
Per non parlare del piccolo schermo, in cui la serie tv The Walking Dead è diventata un cult dell’ultimo decennio, alla pari dei colossal Breaking bad e Game of thrones.

Gli zombie siamo noi?

Come sappiamo, l’inconscio collettivo comunica anche attraverso i film, che diventano uno dei canali preferenziali per parlare di attualità… e, se ci pensiamo bene, lo zombie sembrerebbe proprio una delle metafore collettive più adatte per identificare una folta rappresentanza della società odierna.
Consumiamo sempre più carne.
Abbiamo difficoltà crescenti a sentire le nostre emozioni.
Andiamo al lavoro stanchi, con volti grigi e apatici.
Incontriamo centinaia di persone al giorno, spesso senza guardarle, senza sorridergli, senza rivolger loro la parola.
Insomma, da queste descrizioni, sembrerebbe che non siamo poi così lontani dal mondo degli zombie!

Ne vivi, né morti

Se poi aggiungiamo che ogni volta che accendiamo un qualsiasi telegiornale, assistiamo a comportamenti di individui disumani e disumanizzati in preda a istinti così primari da divorare il prossimo, il quadro è davvero completo!
Ma per vivere una vita autentica, più vicina a ciò che siamo veramente, dovremmo riuscire a scardinare la dinamica del non-morto, quello stato d’animo in cui siamo sì vivi, ma non vitali… quella situazione di insensibilità e indifferenza diffusa… quella condizione in cui non riusciamo ad ascoltare la voce interiore della consapevolezza e dell’umanità

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